Cenni storiciLe vicende storiche di Zinasco sono legate a quelle di Sommo, paese confinante, feudo di Alberigo da Sommo. Nel secolo XVII il paese diventa proprietà degli Olevano, nobile famiglia discendente da un ramo dei conti di Lomello e passati alla storia locale come signori di Zinasco. La distinzione fra Zinasco Vecchio e Zinasco Nuovo compare verso la metà del 1700 quando, a seguito delle ripetute inondazioni del Po, si costruiscono delle nuove case a distanza di sicurezza dal fiume. Acceso è ancor oggi il campanilismo fra i due paesi, distanti tra loro circa 2-3 chilometri. Il territorio e l'ambienteFra i personaggi illustri si ricordano Ugo de Gambolate, giurista attivo a Pavia fra l'XI e il XII secolo, i fratelli Giulio (1806-1846) e Giuseppe (1805-1874) Robecchi, eroi del Risorgimento e Gemma Biroli (1901-1983), poetessa, pensatrice e pittrice. I monumenti e le opere d'arteLa Chiesa parrocchiale di Zinasco Vecchio è dedicata a Sant'Antonio Abate ed è situata nella centrale piazza della Vittoria, dove pure campeggia un monumento intitolato ai caduti della guerra 1915-1918. Nei dintorni
Nella frazione Bombardone si vedono i resti del "Palazzo", villa di signorile fattura, ora adibita a cascina. Il Palazzo, unitamente alla riserva di caccia circostante, viene acquistato nel 1871 dai baroni Weil Weiss, residenti a Torino, ed ospita parecchi esponenti della Casa Reale Sabauda. Gli eventi e le manifestazioniFra le numerose sagre che si svolgono a Zinasco e nelle varie frazioni, è da sottolineare la Festa di Sant'Antonio Abate, patrono di Zinasco Vecchio, che si tiene il 17 gennaio di ogni anno. Per saperne di più...Su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Zinasco.
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Nella frazione di Sairano: la Chiesa parrocchiale, che ha
una storia ricca di vicissitudini. Distrutta da una piena del Po nel 1300, viene
ricostruita nel secolo XVII. Successivamente ampliata, subisce una nuova distruzione
nel 1828 a causa di un incendio, che ne rende necessaria una nuova ricostruzione.
Nei pressi della chiesa è situata villa Carena (nella foto a lato),
che incorpora nelle sue mura quello che rimane del vecchio castello di Sairano,
costruzione del XV secolo. E' difficile stabilire oggi quanto sia sopravvissuto di
originale: la villa padronale, ricostruita su preesistenze settecentesche ancora
identificabili, mostra evidenti i tentativi di imitazione di canoni e stilemi
medievali. Alcuni edifici prospicienti la piazzetta in cui sorge la parrocchiale
sono stati ristrutturati, alterando a tal punto il paramento murario e le aperture
visibili da non permettere una precisa collocazione temporale, anche se tradizionalmente
si ritiene sia proprio questo eterogeneo gruppo di edifici - denominati spesso rocca
o rocchetta - la più grande testimonianza dell'antico castello di Sairano.
Sempre nella stessa frazione, in fondo al paese c'è la chiesetta della
Madonnina, risalente al 1700, posta, pare, a ricordo della parrocchia di San
Nazzaro del Bosco, paese ora scomparso. Nel mese di maggio si celebra sul Terdoppio
la cerimonia in onore della Madonna, che ha il suo momento più suggestivo la
sera, con la benedizione delle barche.