L'origine del nome
Cenni storiciIl suo territorio ha fornito importanti reperti archeologici, tra cui un'ascia di bronzo di grande valore storico, ora conservata al museo delle antichità di Torino. Scavi condotti a più riprese, durante il secolo scorso ed agli inizi di questo, comprovano che Velezzo è centro demografico di una certa importanza già nell'età del bronzo e per tutta l'epoca romana, fino all'avvento del Cristianesimo. La sua decadenza comincia durante il primo medioevo. Nei dintorni
Molto più antico è sicuramente il Battistero (XI sec. - nella foto) che, grazie ad un intervento di restauro, rivive oggi dopo le offese subite nel passato quando veniva usato come camera da letto e cantina della canonica. E' una costruzione singolare, sia per la sua pianta circolare, con una piccola abside ed un protiro rettangolare, sia per i motivi decorativi ad archetti pensili e la caratteristica struttura della muratura con corsi di mattoni a spina di pesce. Nella zona, immersa nel verde a ridosso del torrente Agogna, si trova la chiesa dedicata alla Madonna dello Zocco, datata 1200, con molte sovrapposizioni successive di stili architettonici e decorativi. La tradizione vuole che la Madonna, apparsa su un ceppo trascinato dalla corrente, avrebbe salvato una bambina che stava per annegare nel torrente Agogna in piena. Per saperne di più...... è possibile contattare la Pro Loco, tel. 0384.43.072. Su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Velezzo_Lomellina.
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Velezzo fu sede di un insediamento molto antico, come testimonia il suo nome
romano o romanizzato, molto affine a quello della città latina di "Velitae".
Sulla strada che da Velezzo porta a Lomello, si trova la Pieve di Velezzo
(foto in alto), un raggruppamento di cascinali bassi, intorno alla chiesa ed al suo battistero.
Il luogo è deserto e le antiche costruzioni sembrano perdersi nell'immensità della
campagna tra i filari dei pioppi ed il cielo. Eppure siamo in uno dei luoghi più antichi
della Lomellina, forse il primo centro cristiano di questa terra, situato al di fuori
dell'abitato di Lomello, allora maggiore città della zona, ed a poca distanza dalla
strada per le Gallie. La Pieve, dedicata alla Natività di Maria, è in decadenza
già nel IX secolo; dopo il mille perde la sua autonomia e diventa dipendenza della chiesa
di Lomello: per questo il popolo la chiama Santa Maria Minore. La chiesa attuale, accanto ai
numerosi rifacimenti, conserva notevoli tracce dell'originaria architettura romanica, fra
cui l'abside, il campanile e gli elementi decorativi del fianco verso il cortiletto.