L'origine del nome

I primi documenti in cui viene citato il nome di Parona risalgono al X secolo. Vi sono in particolare due documenti di quell'epoca che riguardano i nomi di luoghi di questa regione nei quali vengono riportati "Parjona" e "Pairona".

Cenni storici

Il campanile di S. Siro Furono i coloni romani ad abitare per primi il territorio di Parona, nel primo secolo dopo Cristo. Sono numerosi, infatti, i reperti archeologici rinvenuti in alcune necropoli della zona risalenti all'epoca pre-cristiana. Ma già l'uomo di Neandertal aveva cacciato nei boschi che circondavano Parona, come dimostra l'importante ritrovamento di una punta di freccia in selce.

Il territorio, assai ricco di selvaggina, rimase una meta privilegiata per le battute di caccia anche durante il periodo feudale, quando questa località dell'alta Lomellina venne definitivamente designata con il nome Parona, a partire dal XIII secolo. La posizione strategica nel sistema delle comunicazioni fu di grande importanza per Parona. Come feudo dei nobili Tornielli raggiunse floridità e splendore tra il XVI e il XVIII secolo, nonostante anni bui, segnati da guerre, saccheggi ed epidemie.

Dopo aver consolidato la sua vocazione agricola, nel nostro secolo il paese ha vissuto una profonda trasformazione sociale ed economica, insieme ad uno sviluppo edilizio ed industriale.

I monumenti e le opere d'arte

La tela 'Tibi dabo claves' di Lorenzo Toma Degna di nota è la Chiesa parrocchiale, dedicata a San Pietro Apostolo, ricca di pregevoli affreschi. Nell'altare della Madonna, entro una bella urna di legno dorato, si venera un Bambino Gesù di cera del 1700, che è stato posto nella Basilica della Natività di Betlemme e deposto nella notte di Natale, nel luogo stesso dove i pastori adorarono il celeste infante. La chiesa conserva inoltre la maestosa tela "Tibi dabo claves" (nella foto), del pittore paronese Lorenzo Toma; dello stesso autore le quattordici tele della Via Crucis, lungo la navata centrale.

Caratteristica anche la Chiesa di San Siro (nella foto in alto, la torre campanaria), da anni non più utilizzata per le funzioni religiose, il cui campanile è considerato simbolo di Parona, essendo stato scelto come emblema raffigurato sulle confezioni delle "Offelle di Parona".

A Parona esisteva anche un Castello, in cui dimorarono alcune famiglie feudatarie, di cui però rimane ben poco.

Piazza Nuova Tra le opere architettoniche di rilievo, in primo piano si inserisce Piazza Nuova (foto a lato); inaugurata nel 1989, ha ridato un nuovo volto al centro del paese.

Nei dintorni

Può essere interessante una visita nella parte orientale del paese, ove si trovano le tracce del mondo rurale paronese, ad iniziare dal mulino Santo Spirito, per poi proseguire con le vicine cascine ancora in funzione: la Cascina Castello o "Cascinino" e la Cascina Scocchellina che prende il nome dai ritrovamenti archeologici, "cocci", nella zona circostante. Vi è poi la Cascina Scoglio, che racchiude all'interno numerosi e suggestivi gruppi marmorei ispirati a scene di mitologia agreste, della fine anni venti, nonché affreschi raffiguranti le quattro stagioni. Lungo la statale per Vigevano, si trova la Cascina Naìna, ora adibita a ristorante, in cui si notano, oltre alle decorazioni sugli edifici, i comignoli, riproducenti in modo molto fedele quelli di piazza Ducale di Vigevano.

Gli eventi e le manifestazioni

La festa più importante è senza dubbio la Sagra delle "Offelle di Parona", che si tiene nel primo fine settimana di ottobre. Negli ultimi anni si sono aggiunte altre due manifestazioni che stanno assumendo sempre maggior rilievo:

  • "Parona téra böna", nel mese di aprile, una giornata alla riscoperta degli antichi mestieri, dell'arte, delle tradizioni, del dialetto;
  • "Un paese per giocare", ad inizio giugno, una manifestazione in cui i ragazzi sono protagonisti con innumerevoli giochi a loro completa disposizione.

Per saperne di più...

... è possibile "visitare" i siti Internet:

Per ulteriori informazioni, contattare la Pro Loco, tel. 0384.253.636.